Nelle scorse settimane sul web e sui social si è assistito a una vera e propria invasione di immagini del Lago di Pilato. Se da un lato è splendido condividere la bellezza dei nostri territori, dall’altro l’eccessiva esposizione mediatica ha generato un afflusso impressionante di escursionisti, mettendo a forte rischio l’equilibrio di questo ecosistema unico e fragilissimo dei Monti Sibillini.
Oggi, a riflettori un po’ più spenti, vogliamo finalmente raccontarvi una giornata che ci rimarrà a lungo nel cuore.
Quest’anno il lago ci ha regalato uno spettacolo davvero raro. Era da diversi anni che non lo si vedeva così in forma: rigenerato, pieno d’acqua e di nuovo caratterizzato dalla sua inconfondibile forma “ad occhiali”. Un’emozione unica trovarsi di fronte a questo specchio d’acqua incastonato tra le pareti rocciose.
L’itinerario dell’escursione
Il nostro anello ha toccato alcuni dei punti più iconici ed emozionanti dell’intero gruppo dei Sibillini:
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Partenza da Forca di Presta: L’inizio del cammino immersi nei paesaggi aperti della montagna.
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La conca del Lago di Pilato: La discesa verso il lago, cuore pulsante dell’escursione.
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Forca Viola: La risalita verso il valico che apre la vista sui versanti circostanti.
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Le Creste del Redentore: La conclusione in bellezza, camminando sul filo di cresta con un panorama mozzafiato a 360 gradi.
Un richiamo alla tutela del territorio
Che dire… è stata una giornata semplicemente stupenda.
La montagna ci regala emozioni indimenticabili, ma in cambio ci chiede solo una cosa: rispetto. Quando visitiamo perle delicate come il Lago di Pilato, ricordiamoci sempre di rimanere lungo i sentieri tracciati, non avvicinarci al bagnasciuga per proteggere il Chirocefalo della Marchesoni e non lasciare alcuna traccia del nostro passaggio.
Frequentare la natura in punta di piedi è l’unico modo per permetterle di continuare a incantarci.








